La scarpa migliore per allenarsi sul tapis roulant è quella da running, e questo vale sia per i podisti sia per chi si allena solo con la camminata. Se si vuole trarre il massimo beneficio dal tapis roulant e prevenire dolori e lesioni, è della massima importanza scegliere la scarpa giusta. Molte persone credono che per il tapis roulant qualunque scarpa sportiva vada bene: da tennis, da basket, da calcio... Invece non è affatto così: per usare il treadmill servono calzature specifiche, adatte al tipo di attività e soprattutto al piede dell'atleta. La scelta della scarpa va fatta in base al tipo di piede! Correre con una scarpa specialistica significa aumentare il comfort durante la corsa e accompagnare nel modo corretto la "rullata", cioè il movimento tallone-avampiede, assorbendo l'impatto del piede sul terreno. 

Quando si corre sul treadmill non si dovrebbero usare le stesse calzature indossate anche in palestra o - peggio! - per correre su strada. Con scarpe pulite si può mantenere pulito il nastro e si riduce la presenza di polvere nel vano motore, che nel lungo periodo può causare danni e malfunzionamenti!

 

Tu che piede hai?


Per scegliere la scarpa da tapis roulant giusta, bisogna prima di tutto conoscere il proprio piede, perché la scelta della scarpa va fatta in base al tipo di piede.

Esistono piedi normali, piatti o cavi. Il piede normale si riconosce dall'impronta ben divisa in tre parti: l'avampiede, il metatarso ed il calcagno. Per questo tipo di piede vanno bene le scarpe "neutre", che descriveremo nel dettaglio più avanti. 
Il piede piatto ha l'arco plantare meno sviluppato (spesso del tutto inesistente) e consuma la scarpa verso l'interno a causa di un tipo di appoggio chiamato pronatorio. Per la pronazione esistono in commercio scarpe progettate appositamente per correggere questo difetto.
Il piede cavo è responsabile di "supinazione", un tipo di appoggio che - insistendo sul calcagno e sull'avampiede - consuma le scarpe verso l'esterno. Questo difetto posturale non è grave: comprare scarpe anti-supinazione non è indispensabile e ci si può rivolgere a quelle neutre.

 

I tipi di scarpe da corsa

 

Le scarpe da corsa normali sono dette anche "neutre". Ne esistono in commercio tre tipi:

  • A1: scarpe da gara per podisti leggeri e veloci
  • A2: scarpe intermedie per podisti leggeri e veloci o gara per podisti meno veloci
  • A3: scarpe con massimo ammortizzamento adatte per la maggioranza dei podisti amatoriali che si allenano o gareggiano
     

Le scarpe da uomo e da donna si distinguono per la forma (più larga nelle scarpe da uomo e più affusolata in quelle da donna), per il peso (più pesante per gli uomini) e in alcuni modelli all'avanguardia anche per il tipo di ammortizzazione.

Quando provate in negozio la vostra scarpa, ricordate di sceglierla di mezzo numero in più per due ragioni: quando si corre il piede scivola in avanti, soprattutto se si corre in discesa; inoltre, durante l'allenamento il piede tende a gonfiarsi leggermente, per cui è bene che la calzatura non sia di una misura precisa. 

 

Consigli per la cura delle scarpe da running


Le scarpe da podista hanno una durata limitata: con il passare del tempo la scarpa si logora, perde la sua forma e non è più in grado di ammortizzare il piede nel modo giusto. La "vita" delle scarpe da running si aggira intorno ai 900 km, anche se gli specialisti della corsa consigliano di cambiarle già dopo 600 km. In opgni caso, la scarpa va cambiata quando sentite aumentare il fastidio a ginocchia e caviglie, perchéin quel caso è probabile che la calzatiura sia ormai compromessa.

Per consentire alle scarpe da corsa di durare a lungo è importante prendersene cura. Le scarpe vanno ad esempio lavate a mano in acqua fredda (mai calda e mai in lavatrice) e lasciate asciugare all'aria. Per evitare che perdano la loro forma, possono essere riempite con dei fogli di giornale mentre si asciugano. Assolutamente da evitare l'asciugatura con una fonte diretta di calore (ad esempio un phon), che danneggia in modo irreparabile le scarpe!

Commenti

Nessun commento presente.

Inserisci un commento

Annulla la risposta